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Ultima pubblicazione il · 20 articoli · 4 rubriche

04 · Consigli di viaggio

Quanto mettere in conto per la tassa di soggiorno in Italia

Nel preparare un weekend, il costo della camera non è sempre quello finale: può aggiungersi la tassa di soggiorno. Ecco chi la paga, come variano gli importi e quali esenzioni controllare prima di partire.

Di Giulia Ferraresi · · 3 min di lettura

Turista con cappello e zaino guarda il Duomo di Firenze dal lungarno al tramonto

La tassa di soggiorno è una spesa locale che può incidere sul budget, soprattutto quando viaggi in gruppo o resti più notti. Non esiste una tariffa unica nazionale: l’importo dipende dal Comune e, spesso, dal tipo e dalla categoria della struttura ricettiva. Per evitare sorprese, controlla il totale indicato al momento della prenotazione e verifica sul sito comunale le tariffe e le esenzioni valide per le date del tuo soggiorno.

Chi deve pagare la tassa di soggiorno?

La paga in genere chi pernotta in una struttura ricettiva situata in un Comune che applica l’imposta. È un tributo locale: le regole, le tariffe e le esenzioni non sono uguali in tutta Italia. La struttura raccoglie l’importo dall’ospite e lo versa al Comune; a Venezia, per esempio, il Comune specifica che l’imposta è dovuta da chi alloggia nelle strutture ricettive del territorio comunale e che il gestore la riscuote.

Quando organizzi il viaggio, considera questa voce insieme a trasporti e alloggio: nella pianificazione delle spese di viaggio controlla se la tassa è già conteggiata nel prezzo o se verrà richiesta a parte.

Quanto si paga nelle grandi città?

Non basta sapere la città: la tariffa può cambiare in base alla tipologia e alla categoria dell’alloggio. Le cifre sotto sono riferite al 2026 e ai provvedimenti comunali disponibili; prima della partenza, verifica che non siano intervenuti aggiornamenti.

A Milano, dal 1° aprile 2026, il Comune indica importi per persona e per notte che vanno da 3 euro per ostelli e strutture all’aria aperta fino a 12 euro per gli hotel a cinque stelle. Per hotel a quattro stelle la tariffa è di 10 euro; per bed & breakfast e locazioni brevi è di 9,50 euro, secondo il tariffario comunale in vigore dal 1° aprile 2026.

A Roma, la tabella comunale disponibile riporta 3 euro per gli alberghi a una o due stelle, 4 euro per quelli a tre stelle, 6 euro per quelli a quattro stelle e 7 euro per quelli a cinque stelle. Per molte strutture extra-alberghiere la tariffa indicata è di 3,50 euro. La stessa tabella stabilisce un limite massimo di 10 pernottamenti consecutivi nella stessa struttura nell’anno solare: controlla il regolamento e la tabella tariffaria di Roma per la categoria che ti interessa.

Quali esenzioni possono ridurre l’importo?

Le esenzioni dipendono dal regolamento del Comune, quindi non dare per scontato che un’agevolazione valida in una città valga anche nella successiva. Possono riguardare, secondo le regole locali, i minori, le persone con disabilità o chi soggiorna per motivi sanitari; in alcuni casi occorre presentare una certificazione.

A Venezia sono esenti, tra gli altri, i residenti nel Comune, i minori di 10 anni non compiuti e le persone con disabilità evidente o certificata secondo le norme applicabili. Per alcune esenzioni legate a cure o assistenza sanitaria è invece richiesta una certificazione della struttura sanitaria. Consulta l’elenco aggiornato del Comune di Venezia sulle esenzioni e chiedi alla struttura quali documenti presentare.

Come controllare il totale prima della partenza?

Prima di confermare, verifica la voce relativa alle imposte nel riepilogo della prenotazione e annota se il pagamento è incluso o separato. Se non trovi l’informazione, chiedi alla struttura la tariffa per notte, per persona e per la categoria dell’alloggio prenotato. Poi controlla sul sito ufficiale del Comune eventuali esenzioni, limiti di notti e modifiche tariffarie per le date del soggiorno. Così puoi stimare il costo complessivo senza confondere la tassa locale con il prezzo della camera.

Domande frequenti

La tassa di soggiorno è compresa nel prezzo della prenotazione?

Dipende dalle condizioni mostrate dalla struttura o dal servizio usato per prenotare. Controlla il riepilogo del prezzo e le voci escluse: se l’imposta non è inclusa, può essere richiesta separatamente dalla struttura, per esempio al momento del check-in o del check-out. In caso di dubbio, chiedi prima dell’arrivo quale importo è previsto per persona e per notte.

I bambini pagano la tassa di soggiorno?

Non c’è una risposta valida per tutta Italia: le esenzioni dipendono dal regolamento comunale e possono essere legate all’età. A Venezia, per esempio, sono esenti i minori che non hanno ancora compiuto 10 anni. Prima di prenotare, verifica la regola del Comune in cui alloggerai e chiedi alla struttura quali documenti servono per applicarla.

Come si calcola quanto pagherà un gruppo?

Per una stima, moltiplica la tariffa applicabile per il numero di ospiti soggetti all’imposta e per le notti tassabili. Il calcolo effettivo può dipendere anche da eventuali limiti di pernottamenti ed esenzioni: a Roma, per esempio, la tabella comunale indica un massimo di 10 pernottamenti consecutivi nella stessa struttura nell’anno solare. Verifica sempre il regolamento locale.

Nella rubrica Consigli di viaggio